La trappola del giudizio
Formazione esperienziale con Alessandro Di Stefano
Assumiamo come dato quello dell’impermanenza (da non confondere con il relativismo nichilista sempre in agguato): la realtà è flusso, processo, divenire, a prescindere dal fatto che questo piaccia o no. Quando come individui/comunità/società presumiamo di fermare in noi questo fluire o di farlo nella relazione con gli altri e con il mondo, ebbene stiamo giudicando, ovvero stiamo etichettando dei fenomeni, trasformando illusoriamente in fotogramma ciò che è un film. Questo atteggiamento, profondamente radicato nella specie (e quindi da non giudicare esso stesso!), consente un notevole risparmio di energia ma fa uscire la trama del reale dal campo della percezione: ci mette in trappola.
È nella dimensione del distacco dall’atteggiamento giudicante che viene liberato il potenziale della persona: per fare un esempio, l’insegnante, come lo studente, è un essere in divenire e bloccarlo nella percezione di essere adeguato o bravo lo ostacola nell’affrontare i propri limiti, così come il giudizio di inadeguatezza ne blocca l’espressione dei talenti. Il distacco consente di percepire i cambiamenti e di passare, nel concreto, dal giudizio che genera sofferenza, alla valutazione che genera coscienza.
Un esempio? Quanto sarebbe durato un antico cacciatore-raccoglitore se invece di valutare il proprio ambiente giorno dopo giorno, momento dopo momento, si fosse perso nel giudicare quanto è cattiva la tigre, inospitale la vegetazione, dura la propria condizione, buoni o cattivi i propri compagni/e?
Alessandro Di Stefano, il 18 novembre 2023 ad Asti, affronterà un percorso di ricerca-formazione esperienziale, finalizzato a far emergere e lavorare le dinamiche del giudizio, gettando un primo seme da far germogliare in primis con gli studenti.
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