Un’altra Impresa. Altri modelli
Modelli organizzativi a schema variabile, il 7 ottobre a Torino

Definito un modello o un approccio all’organizzazione, diventa molto difficile staccarsene: in generale si pensa e si ripensa il modo di regolare lo stare insieme con uno scopo quando le cose non funzionano più, o quando cambia radicalmente il vertice di un’organizzazione, la proprietà, l’assetto, oppure a fronte di innovazioni di processo o di prodotto, forti cambiamenti di contesto e competizione; poi però si va avanti con la stessa configurazione, come se il mondo, dentro e fuori, smettesse di mutare. Questa è un’illusione, alla quale spesso si risponde sostituendo le persone, specialmente nei ruoli decisionali, pensando così di affrontare il cambiamento.

La maggior parte delle organizzazioni spende molte energie nel tentativo di stabilizzare l’ambiente interno ed esterno, ma questo è sostenibile fino ad un certo punto. Perché invece non immaginare che sia il proprio schema di gioco a potersi adattare ad una realtà che è flusso, processo e divenire?

È possibile invertire la tendenza a far discendere il modello organizzativo dall’alto verso il basso, con conferimento di quote di potere decrescente a posizioni intermedie fino a potere tendente a zero alla base? Al tempo stesso, è possibile dare sostanza a processi organizzativi di tipo emergente, evitando il solidificarsi di vertici tendenzialmente inamovibili? Soprattutto, è possibile immaginare di transitare da modelli più verticistici a configurazioni maggiormente partecipative e viceversa in funzione della decisione critica e non della consuetudine e dei giochi di potere?

Avvicinare la possibilità di strutturare, destrutturare, alternare l’assetto organizzativo in funzione del contesto richiede due fattori strategici: la riappropriazione del tempo di discussione e deliberazione e l’incremento esponenziale delle competenze delle persone, in termini di virtù (aretè in greco antico) politica maturata attraverso l’educazione (paideia), al fine di mondare il più possibile il tempo dedicato al dialogo e alla deliberazione da fattori personalistici di confusione, dispersione, distorsione e, non da ultimo, manipolazione.

Alessandro Di Stefano, il 7 ottobre 2023 a Torino, realizza un laboratorio di ricerca e formazione su questi temi, tanto antichi quanto attuali, lavorando dialogicamente e su basi esperienziali, modelli e strategie che rafforzino le organizzazioni e il loro potenziale di gestione del cambiamento.


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