Distacco e osservazione di sé all’opera
A Paderno Dugnano (MI) con la formazione esperienziale di Alessandro Di Stefano

Esistono innumerevoli contesti di relazione tra e con le persone nella quotidianità di vita di ognuno; tra questi si inserisce quella particolare relazione che intreccia chi presta un servizio alla persona e le persone destinatarie del servizio.

Queste relazioni, che normalmente si articolano in ecosistemi chiusi, come comunità residenziali e non, scuole, strutture socioassistenziali, sanitarie e sociosanitarie, sono relazioni obbligate, nel senso che, una volta fatta la scelta professionale da parte dell’operatore e definita la tipologia di utenza, c’è poca possibilità di “scegliersi” tra operatori e utenti stessi. A ciò si aggiungono fattori di contesto di tipo burocratico e di riconoscimento, anche economico, non proporzionato alla rilevanza sociale della mansione.

Questi e altri fattori possono investire gli operatori innescando dinamiche di cinismo, mimetismo e insensibilità da un lato o iper-coinvolgimento dall’altro, con conseguente stress, fino al burnout, o la fuga, testimoniata dagli elevati turnover che si riscontrano in questi settori.

Per l’operatore, trovare la giusta distanza nei confronti dei destinatari dei servizi, enti di appartenenza, soggetti coinvolti, diventa determinante, soprattutto per non intaccare il capitale vocazionale e motivazionale con cui ci si accosta a queste professioni ed il potenziale di preservazione, cura, riabilitazione, valorizzazione, sviluppo delle persone assistite.

Alessandro Di Stefano, il 16 dicembre 2023 a Paderno Dugnano (MI), affronta un percorso introduttivo integralmente esperienziale, finalizzato a far emergere e delineare questa “giusta distanza” attraverso gli strumenti del dialogo maieutico, della Centratura sul Ruolo, della meditazione e dell’espressione corporea.


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*Opera e fotografia di Gianluigi Pistone