Giulia Marro
Potenziamento di processi inclusivi, partecipativi e di engagement



Biografia

Giulia Marro vive fino ai suoi 19 anni ai piedi delle montagne di Cuneo, tra allenamenti agonistici di nuoto e poi pallanuoto, libri e sogni.

Essendo sempre alla ricerca di stimoli, approfitta di ogni occasione per uscire dalla Provincia Granda.
A 13 anni partecipa ad uno scambio linguistico a Oxford. A 14 si reca in Ungheria per fare la lettrice italiana in un campo vacanze del Liceo bilingue Szent László. A 15 vive presso una famiglia del Québec canadese per migliorare il francese e l’inglese.
A 16 anni assiste ad una conferenza sul tema della legalità, che la sconvolge e la motiva così a partecipare alla creazione del presidio giovani di Libera Cuneo. Con lo stesso gruppo di persone fonda il Campeggio Resistente, un festival di incontri, laboratori e musica che ha avuto vita dal 2007 al 2017 nelle montagne della Val Stura, culla di sentieri partigiani.

Sono questi gli anni dove la sua coscienza sociale e politica si forgia attraverso esperienze di impegno e attivismo: inizia anche a frequentare la sezione giovane di un partito politico, a scrivere reportage su La Pulce, a organizzare eventi di auto finanziamento oltre a partecipare alle elezioni d’istituto superiore.

Cruciale, per la sua visione delle dinamiche umane e intermondialiste, è stato il viaggio a 17 anni con l’LVIA, organizzazione non governativa cuneese che proponeva a un gruppo di studenti di andare a visitare i propri progetti idrici in Kenya. Incontrare i volontari, osservare le dinamiche che si instaurano con i locali e entrare in contatto con abitudini e credenze molto diverse dalle sue, le ha insegnato a non dare niente per scontato e non fermarsi agli stereotipi culturali.

Queste molteplici esperienze personali hanno molto peso nelle sue scelte formative e professionali.
Nel 2007, dopo essersi laureata in Comunicazione interculturale presso le Università di Torino e Lione (Francia), frequenta il Master Europeo CREOLE Cultural Differences and Transnational Processes in antropologia sociale e culturale in Spagna e Slovenia, dove approfondisce la conoscenza dei rapporti internazionali che determinano la relazione nord-sud del mondo, individuando le conseguenze, studiando le condizioni con ricerche comparate e scoprendo delle soluzioni proposte.

Al suo termine, nel 2012, decide di rimanere a Barcellona, dove lavora per un anno come traduttrice. Inizia una collaborazione con un giornale italiano, che le vale il brevetto da pubblicista.

Significativi sono i 4 anni passati in Francia, dal 2013 al 2017, dove coordina e dirige Assolatitudes, organizzazione socio-culturale di Peer Education incentrata sull’Educazione alla Cittadinanza Attiva e Solidale. Qui attua e porta avanti un processo di transizione verso una governance orizzontale e democratica dell’associazione, oltre alla mobilitazione di cittadinanza attiva ad Avignone. Queste due tematiche rappresentano il cuore delle sue ricerche e approfondimenti quotidiani. La sua attività professionale è quella di coordinare e animare interventi e formazioni con metodi di pedagogia attiva per stimolare il pensiero critico su questioni attuali, sociali e civiche nelle scuole, nelle prigioni, nelle aziende, negli enti pubblici, nelle case di quartiere; con migranti o  volontari in servizio civile.
Difendendo una visione sistemica della realtà, le tematiche trattate  sono interconnesse tra di loro e si estendono dalla lotta alla discriminazione alle diseguaglianze sociali e economiche, passando per la questione della laicità e la gestione dei conflitti.

Dal 2015 al 2017, segue il DEJEPS – Coordinamento di progetti, territori e reti con i CEMEA, che le permette di contribuire alla professionalizzazione della struttura e ad una migliore comprensione delle questioni politiche riguardanti l’implementazione dei progetti. Inoltre partecipa e organizza diversi momenti di “formazione e scambio di conoscenze” con organizzazioni appartenenti a reti del movimento di educazione popolare francese.

Questi step formativi sono fondamentali per lo sviluppo di una lettura critica della realtà e per possedere chiavi interpretative per progettare interventi articolati e complessi.

Nel 2017, Giulia Marro lascia la Francia e torna sulla sua strada alla scoperta di nuovi orizzonti per toccare con mano le problematiche che tratta nei suoi interventi professionali.

Contribuisce alla realizzazione del progetto autogestito da parte di 400 migranti e giovani europei, il famoso caso dell’Hotel City Plaza di Atene.

Successivamente, sempre in Grecia, per due mesi collabora con l’organizzazione non governativa svedese I am You occupandosi dei processi di mediazione culturale nel campo profughi Ritsona.
Gli incontri e le esperienze talmente forti in quel momento le fanno nascere un forte bisogno di dare un senso a tutto quello che vede, ascolta, scopre.

L’allontanamento duraturo dalla sua terra natale le permette infatti di comprenderne le banalità nascoste e di dare meno per scontato certi usi e costumi nell’approccio con l’altro.
Inizia così a scrivere molti articoli, in francese e in italiano, che vengono pubblicati su giornali locali del cuneese (La Guida e Il Granello di Senape), nonché sul suo blog personale.

Nel 2018 Giulia Marro si occupa del progetto di circo sociale Fekat Circus ad Addis Abeba, in Etiopia. In questa sede lavora per diversi mesi nell’organizzazione della seconda edizione dell’ African Circus Art Festival, l’unico festival di circo africano oggi esistente. Qui si occupa dell’organizzazione di workshop per professionisti del circo, incentrati sulla riconoscenza dell’arte africana e dello status d’artista in un continente dove si incontrano ostacoli per spostamenti e sovvenzioni pubbliche.

Al ritorno in Europa, nell’estate 2018, segue Fekat Circus diventando tour manager di 7 giovani artisti, convinta che per smontare gli stereotipi su chi abita terre lontane sia indispensabile dar spazio e visibilità alle loro tradizioni e produzioni culturali.

Oggi è stabile a Cuneo, la sua città natale, dove è una cittadina attiva.
Dal 2018 è membro del direttivo della Scuola di Pace di Boves, ove realizza percorsi e incontri formativi su tematiche sociali.

Dopo le elezioni del 2019 è vice presidente del comitato del quartiere Cuneo Centro, dove riveste il ruolo di referente comunicazione e della commissione fare comunità, garantendo in modo trasversale l’inclusione di qualsiasi tipo di residente, in una realtà multiculturale.

Scrive regolarmente per il settimanale La Guida, collabora nella redazione e project management di progetti finanziati da bandi con l’associazione MiCò che si occupa di accoglienza non istituzionale e di educazione alla cittadinanza globale.

Nel corso della sua vita le numerose esperienze e attività professionali sviluppate in Inghilterra, Ungheria, Canada, Francia, Spagna, Slovenia, Grecia ed Etiopia le hanno permesso di complessificare il suo sguardo sul mondo e di acquisire nuove competenze metodologiche. L’esplorazione e gli ambiti di applicazione di diversi metodi di pedagogia attiva e intelligenza collettiva le hanno dato le chiavi per portare avanti progetti di fare insieme e lotta alle discriminazioni, convinta che offrire gli strumenti per coinvolgere gli altri possa aiutare a combattere l’indifferenza. La sua intenzione è quella di facilitare la trasmissione di informazioni in modo che la costruzione di un mondo più giusto, unito e solidale sia più facile e meno utopica.

Giulia Marro

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